L'Insegna

scritto da Luca C_Max
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Se la trovate, fate finta di essere lucidi e tirate dritto.
- Nota dell'autore Luca C_Max

Testo: L'Insegna
di Luca C_Max

L’INSEGNA

Camminavo come galleggiando, sentivo come lana calda sotto i piedi, piacevole tepore, senza chiedermi il perché dei piedi nudi, dove fossi e dove andassi. Neanche sembrava propriamente una strada. Veleggiava sensazione di essere sospeso e, come sempre, mai tutto ben definito nel dintorno.

Camminavo, nessun corridoio lungo pieno di porte, nessuna stanza da scegliere ed esplorare, niente fase introspettiva, niente di tutto ciò che spesso si trova nei racconti sul web, luoghi comuni che si accomunano a luoghi indefiniti.

Regnava solo il piacere di camminare, e la sensazione di aver fatto gran fatica a guidare, e specialmente a parcheggiare. Portare la sigaretta alle labbra era mediamente gestibile. In fondo, come fossi arrivato al termine del percorso, un’insegna con scritte marroni su un pannello di legno colore giallo, che aveva visto tempi migliori:

ANTICHI FRATELLI ZAINETTI – POLSI CON SFILACCIATURE

Mi volto indietro ma non c’è un indietro, per cui proseguo e mi avvicino all’ingresso del (negozio?) posto che mi si para davanti, non posso propriamente descrivere se quella che vedo è una vetrina, so che comunque descrivendola e descrivendo la merce esposta, probabilmente finirei ora di scrivere, e forse, qualcuno di leggere. 

Neanche provo a sbirciare per capire, che uno dei due antichi fratelli (evidentemente) mi apre la porta e mi fa entrare, cortesia e senso di assoluta normalità regnava all’interno. Anche l’odore era piacevole e decisamente in contrasto con la merce esposta.

Venga si accomodi che l’aiutiamo – Mi dice.

Aiutarmi di cosa? Per cosa? – Ero più curioso che agitato.

Non l’ha vista l’insegna? POLSI CON SFILACCIATURE, delle seconde poi provvediamo noi, ne ha evidentemente bisogno, per quanto  riguarda i polsi…

Polsi? – Pensavo fossero dei sarti, che parlassero dei polsini, camicie etc, poi…

Poi si avvicina anche l’altro antico fratello e mi fa sedere, credo forse mi dà anche una carezza in testa, sorride, scuote la testa e guarda l’altro fratello. E io mi guardo le mani, belle delicate quasi da pianista, guardo le mani e vedo poi solo l’avambraccio, mi rendo conto che ho entrambe le braccia di un focomelico. Corte, sgraziate, ora capisco la sensazione di difficoltà a guidare e il dramma del parcheggio. Io non ho i polsi e forse parte dell’avambraccio.

Provo a balbettare qualcosa e i due mi rassicurano subito a modo loro:

Guardi stia tranquillo, provvediamo a tutto noi e facciamo le cose a modo – Mi dice.

Sistemiamo tutte le ossa carpali, ben disposte su due file, Scafoide, Semilunare, Piramidale, Pisiforme, Trapezio, Trapezoide, Capitato, Uncinato, e poi i muscoli dell’avambraccio, tutti i tendini che attraversano il polso… - E continuavano a descrivere termini tecnici e lavorazioni che avrebbero eseguito.

Stavo ascoltando e forse sorridendo, o magari ero arrivato all’anticamera del pianto. La testa ronzava la gola si stringeva e nella più surreale delle situazioni gli chiedo del perché specificassero delle sfilacciature. Ricordavo cosa avessi visto in vetrina, e mi morsi la lingua.

Vede, non possiamo procedere con innesti su tagli netti, spesso arriva gente con amputazioni perfette, tipo fetta di salame. Abbiamo provato ma non funziona, dobbiamo strappare e sfilacciare, e il lavoro viene perfetto. Guardi che polsi abbiamo in vetrina, di ogni tipo e ancora freschi. Le mosche non sono un problema.

L’unico mio pensiero era come poi avrei tolto le macchie di sangue dai polsini, camicia e pantaloni, e in quel momento capii che non era questione di macchie o di dolore.  Stavano già provvedendo, mi avevano messo le mani in testa, e infilato qualcosa in bocca da masticare. Erano alcuni funghetti, mi avevano detto, che avevano rimediato nell’ultima trasferta a Oaxaca, in Messico, che pare sia considerata la culla storica dell'uso rituale di quei funghi. Culla si, ma non per innesti di questo tipo.

Mastico e non sento nulla, so che devo continuare a masticare e continuare a stare sveglio per poter pensare di sognare.

ANTICHI FRATELLI ZAINETTI – POLSI CON SFILACCIATURE

Assurdo.

Il collega, di rientro dalla trasferta in Messico, me lo aveva detto, non fanno effetto subito, mastica con calma e lascia che facciano il loro corso. Preso dalla smania di decollare stando seduto, forse ne ho abusato. Per quanto fossi stato messo a conoscenza sull’intero panorama degli scenari che mi si sarebbero presentati, mai e poi mai avrei sognato di poter scrivere racconti simili. E per questo, ne chiedo venia.

Però, provateli.  

L'Insegna testo di Luca C_Max
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